La chiesa di San Domenico fu eretta nel 1470, per volontà dei Tagliavia, signori di Castelvetrano. Sul finire del XV secolo, in uno dei momenti economicamente e culturalmente più felici della storia della città, in uno dei momenti economicamente e culturalmente più felici della storia della città, i baroni Tagliavia danno il via alla costruzione della chiesa di San Domenico.
Erano quelli gli anni in cui, nell’era della fioritura dell’umanesimo e della cultura classica,l’ordine dei domenicani si faceva avanti e lottava contro tutte le forme di depravazione dei costumi.
Per la purezza della vita, per la pratica della fede e della giustizia, i domenicani erano fautori di una spiritualità che coniugava alla preghiera anche la ricerca e lo studio.
Tra il XV e il XVII secolo, l’ordine conobbe in Sicilia un particolare incremento, tale da contare, alla fine del Cinquecento, 70 conventi e circa 800 frati, molti dei quali si distinsero per lo spiccato ingegno e per aver occupato ruoli di grande importanza al fianco di principi e prelati.
Tra questi conventi spicca anche quello di Castelvetrano, sorto accanto alla chiesa di Santa Maria di Gesù, che muterà il suo originario titolo in quello del santo fondatore dell’ordine.
In un clima che vede da una parte la famiglia baronale, con sede a Castelvetrano, che tendeva a legittimare il proprio ruolo erigendosi a protettrice di un ordine così illustre e potente; dall’altra i domenicani che cercavano di esercitare il ruolo di guide spirituali al servizio degli aristocratici e baroni, la città si arricchì di tale capolavoro dell’arte.
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